Vinitaly 2017

Entusiasta anche quest’anno di aver partecipato in qualità di giornalista freelance, ad uno degli eventi enoici più importanti al mondo, il Vinitaly. Il Salone internazionale dei vini e distillati raggiunge quota 51. Tante sono le edizioni della fiera che per quattro giorni (9-12 aprile) ha animato Verona. Le aziende espositrici sono state 4.120 a cui si sommano le 291 di Sol&Agrifood e le 200 di Enolitech. Tra le novità di quest’anno ho provato i sake del Giappone e le cantine di Andorra e Kosovo, per la prima volta presenti negli spazi di Veronafiere, oltre ai nettari di Paesi quali Stati Uniti, Russia e Cina.

L’internazionalità del Salone è cresciuta anche dal punto di vista dei visitatori, infatti questa edizione si chiude con 128 mila visitatori di cui 48 mila stranieri, provenienti da oltre 140 nazioni. Per non parlare dei buyer stranieri accreditati che quest’anno sono stati 30.200 mila, l’8% in più rispetto al 2016, provenienti in particolare da USA, Cina, Hong Kong e Australia.

Questi numeri testimoniano la crescita del ruolo del Vinitaly nel favorire l’incontro tra domanda e offerta, nonché promuovere il vino Made in Italy nel Mondo e sensibilizzare il consumatore italiano, in un contesto generale che mira al radicamento delle relazioni strategiche con USA e Cina, fondamentali per il settore wine & food.

Al Vinitaly 2017 Coldiretti ha presentato la Top 10 dei vini che hanno fatto boom di vendite nel 2016. Sul podio Ribolla Gialla (+31%), Passerina (+24%) e Valpolicella Ripasso (+23%), seguiti da Pecorino, Primitivo, Pignoletto, Custoza e Traminer; quello che è certo, secondo lo studio della Coldiretti, è che gli italiani bevono locale con vini a “chilometro zero”. Da uno studio di Tannico si scopre anche che sono i Millennial coloro che spendono di più per una bottiglia di vino, ma non una qualsiasi, prediligendo vini status symbol come lo Champagne. Al Prosecco preferiscono Franciacorta e Trendtodoc, purchè appartengano a cantine rinomate

Percorrendo gli spazi fieristici ho compiuto un vero e proprio viaggio attraverso le etichette di tutto il mondo. Molto interessanti le aree tematiche come il Vinitaly Bio, con focus sulle produzioni biologiche certificate, il ViViT, sezione dedicata ai vini artigianali, il FIVI, la sezione dedicata ai vignaioli indipendenti, ed infine il padiglione internazionale. Sicuramente tra le cose che mi hanno colpito di più in questa edizione c’è il nuovo look del padiglione della Campania.

Qui in basso riporto i migliori assaggi di questa edizione:

  • Falerno del Massico 2013 – Villa Matilde. Uve Aglianico 80%, Piedirosso 20%. Il vino più celebre della letteratura e della storia, il Falerno, di colore rosso profondo, nasce da uve raccolte dopo una accurata selezione nei vigneti collinari della tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Ha profumo intenso e complesso di viola, frutti neri, ciliegia, more e lamponi; sapore pieno, elegante ed armonico.
  • Spaccasassi Moro di Matera DOC 2015 – Tenuta Parco Dei Monaci. Uve Cabernet S, Merlot, Primitivo. E’ il nome dialettale dell’albero del bagolaro, capace di fessurare la roccia con le sue radici nella lotta per la sopravvivenza. Austero e complesso. Al naso sentori di frutti a bacca rossa, violetta e coriandolo. In bocca armonico, molto intenso, persistente, con tannino morbido ed elegante ed un gran finale speziato.
  • Moscato Passito di Saracena 2016 – Cantine Viola. Uve Guarnaccia 50% e Malvasia 50% (uve dalle quali si ottiene il mosto); Moscatello di Saracena da 15 a 30 Kg per ogni hl di mosto e “Adduroca” (termina dialettale per indicare un’uva aromatica molto profumata) in piccole percentuali. Al naso intenso, molto persistente, fine con profumi di abicocca fichi secchi frutta esotica e scorza di arancia candita. Al palato dolce, fresco, , ampio, avvolgente, fine, intenso, molto persistente con sentori di albicocca, fichi, datteri e arancia candita.

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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