Assaggio di un vino eroico della Valtellina

Si può certamente definire eroica l’attività svolta oltre 2000 anni fa dai viticoltori valtellinesi. I pendii scoscesi della valle non sembravano affatto adatti per essere coltivati, ma grazie all’ingegno degli agricoltori di quel tempo ci si rese conto che in queste zone, baciate dal sole per lunghi periodi dell‘anno, poteva crescere un’ottima uva, bisognava solo creare le strutture adatte. Grazie a un immane lavoro sono così sorti 2500 chilometri di muri a secco, che si estendono per 50 chilometri lungo tutta la zona viticola valtellinese: migliaia di sassi, posati con cura certosina, formano ora la più estesa area vinicola terrazzata del mondo.

Le uve Nebbiolo della Valtellina maturano su questi pendii soleggiati, prima di essere raccolte con cura, grappolo dopo grappolo, dalla mano dell’uomo. Il clima mediterraneo e le condizioni del terreno particolarmente favorevoli completano l’elenco dei fattori che rendono possibile la produzione di vini di grande qualità. Tra questi figurano anche quelli ottenuti da uve Nebbiolo, le stesse usate per i pregiati Barolo del Piemonte.

Ho avuto modo di assaggiare uno di questi fantastici vini, regalatomi da un caro amico di famiglia che lavora a Sondrio. Il vino è il N° 1 Numero Uno I.G.T – dell’Azienda Plozza Vini. Questa Cantina, a ridosso delle Alpi Retiche, nel 2000 ha deciso di abbandonare i vecchi serbatoi in calcestruzzo per passare ai fermentini in acciaio di ultima generazione, per la prima fase dopo la pigiatura, e alle botti di castagno, a quelle di quercia o alle barriques per la fase di maturazione. Tale procedimento ha richiesto e richiede tempo, spazio e grossi investimenti: le pregiate barriques possono infatti essere utilizzate solo per tre volte. I numerosi riconoscimenti ottenuti dall’Azienda però hanno già dimostrato che ne è valsa la pena.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Ottenuto da uve Nebbiolo messe in appassimento. Colore rosso rubino. Attacco intenso con dolci note di uva passa e di composta di prugne, arricchite da sentori di chiodi di garofano e pepe. In poche parole, un profumo che invoglia a gustare il primo sorso. Al palato si presenta un complesso spettro aromatico, intrigante e seducente sin dal primo sorso. Spiccano note aromatiche di prugna, vaniglia, cannella, composta di mele e pepe. Grazie ai tannini amarognoli ma egregiamente maturi il corpo di questo Nebbiolo è pressoché perfetto, considerevole. Un vino imponente, elegante con un finale persistente, un vino festoso, fiero, decoroso.

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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