Le forme di allevamento della vite

Per allevamento della vite si intende la sua coltivazione e la gestione dei filari. L’insieme delle diverse tipologie di disposizione della vite nei filari e la disposizione dei tralci delle singole viti viene chiamata forma di allevamento della vite.

La più importante delle distinzioni relative ai diversi tipi di allevamento della vite è quella tra allevamenti della vite senza tutore e con tutore. Nel primo caso parliamo di allevamento “ad alberello”. Nel secondo caso operiamo un’ulteriore distinzione tra allevamento della vite con tutori vivi e tutori inerti. Nel primo caso parliamo delle cosiddette “alberate” mentre il secondo caso comprende tutte le forme di allevamento comunemente utilizzate nella viticoltura moderna.

Forme di allevamento tradizionali e moderne
Nel caso dell’utilizzo per l’allevamento della vite di tutori inerti, distinguiamo tra i casi in cui la struttura di sostegno sia disposta lungo l’asse del filare ed i casi in cui la struttura di sostegno sia posta tra i filari. Nel primo caso abbiamo le spalliere e (detta anche “contro spalliere”) con i vari sistemi di potatura. Questi tipi di allevamento della vite, nati in Francia e da lì diffusosi in tutto il mondo, vengono detti forme di allevamento moderne. Nel secondo caso abbiamo le “pergole”, i “tendoni” ed altre forme di allevamento tradizionali in cui le piante si sviluppano anche in modo radiale o trasversale rispetto ai filari.

Le principali forme di allevamento della vite
Le principali forme di allevamento della vite utilizzate in Italia sono le seguenti:

  • Alberello: La vite ha libera vegetazione (assenza di tutori), la potatura è in genere corta;
  • Pergola: La struttura di sostegno della vite è posta trasversalmente tra i filari e non c’è cordone permanente (ossia il ramo laterale rispetto al ceppo). Nel caso della Pergola Trentina, essa può essere semplice (sviluppo trasversale su di un solo lato del filare) o doppia (entrambi i lati). La Pergola Trentina presenta capi a frutto in posizione ascendente. La Pergola Veronese ha invece i capi a frutto posti in posizione orizzontale. In entrambi i casi la potatura è mista.
  • Tendone: La struttura di sostegno è posta sia lungo il filare che trasversalmente, non c’è cordone permanente e i capi a frutto si sviluppano orizzontalmente. Anche in questo caso la potatura è mista.
  • Bellussera: Il tutore è provvisto di braccia ascendenti, lungo le quali si sviluppano i cordoni permanenti. I capi a frutto sono in posizione discendente, la potatura è mista e la vegetazione in parte libera ed in parte obbligata.
  • Spalliera: detta anche “controspalliera“, ha la caratteristica di avere la struttura di sostegno posta orizzontalmente e lungo il filare (da cui il nome). A seconda del sistema di potatura utilizzato prende nomi diversi (Guyot, Cordone speronato, Sylvoz, etc.)

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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