Vinitaly 2018

Anche quest’anno ho avuto l’onore di presenziare la fiera del vino per eccellenza, il VInitaly. La 52° esima edizione del Vinitaly chiude oggi a Verona registrando complessivamente 128mila presenze da 143 Paesi, in linea con l’edizione precedente ma aumentando, sottolinea Veronafiere, ”la qualità e il numero dei buyer esteri accreditati che quest’anno registrano un significativo +6% per un totale di 32mila presenze”. In particolare, sono in crescita percentuale rispetto al 2017 gli operatori da Usa (+11%), Cina (+34%), Nord Europa – Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca (+17%) -, Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%) e triplicati da Israele.

«Vinitaly 2018 ha confermato la vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo» commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. «La rassegna in quartiere è sempre più orientata al professionista, mentre cresce notevolmente il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato quasi 60 mila appassionati nel centro storico di Verona e nei comuni di Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave. Un progetto uscito dalla fase di start-up e diventato ormai un prodotto a sé stante e come tale sarà sviluppato a partire dalla prossima edizione».

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola.

Anche quest anno ho avuto la possibilità di rincontrare colleghi, produttori e appassionati di questo grande mondo. Riporto qui in basso gli assaggi che mi sono rimansti più impressi:

  • Barbera D’Alba Superiore Palazzotto 2016 – Cantina Cadia. 100% Barbera. Affina in acciaio per circa 2 mesi ed in seguito in barriques di rovere francese per almeno 12 mesi. Si presenta di colore rosso intenso con riflessi granata, profumo di confettura e vaniglia con grande calore, struttura ed eleganza in bocca.
  • Montepulciano d’Abruzzo ‘Cocciapazza’ 2015 – Torre dei Beati. Grande espressione genuina del vocatissimo terroir di Loreto Aprutino, macerato 30 giorni sulle bucce e maturato 22 mesi in barrique. Il corredo aromatico alterna frutta rossa a liquirizia, cacao e tabacco, mentre il gusto è equilibrato e possente, di grande volume e di lunghissima persistenza.
  • Palinuro 2016 – San Salvatore. Uve Fiano, Greco di Tufo e Falanghina, i 3 grandi bianchi campani. Caratterizzato da un colore giallo paglierino lucente, con riflessi verdolini. Al naso si apre con un ricco bouquet fruttato di mela, pera, susina e fico, arricchito da gradevoli note floreali e vegetali. Al palato risulta fresco, morbido e fruttato, di ottima mineralità.

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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