Vinitaly 2019

Come ogni anno, dal “lontano” 2010, sono stato al Vinitaly, la fiera del vino più importante d’Italia, in qualità di giornalista freelance.

L’edizione 2019 si è aperta con numeri davvero incoraggianti per l’Italia. Il 2018 infatti, secondo dati Ismea, è stato un anno da record con 55 milioni di ettolitri di vino venduti (+29% su base annua), di cui quasi 20 milioni indirizzati verso i mercati esteri. Nello specifico, l’export nell’ultimo decennio è riuscito a crescere di circa il 70% rispetto al valore del 2008, con un incremento del 3,3% anche nell’anno appena trascorso. Secondo il rapporto “Asia: la lunga marcia del vino italiano”, realizzato dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, l’Asia Orientale rappresenta l’area geopolitica dove l’import di vino è cresciuto di più nell’ultimo decennio, con un +227% (6,45 miliardi di euro nel 2018). Di questi miliardi di importazioni registrate, però, la Francia, seppur in calo, incassa a valore il 50,2% della torta, con la quota di mercato italiana che si ferma al 6,5% (419 milioni di euro), dietro anche ad Australia e Cile. Un risultato ancora molto basso, nonostante un boom delle esportazioni di vini italiani in Cina dell’80% delle esportazioni registrato in 5 anni.

Quest’anno sono state 4.600 le aziende a esporre i loro brand, importanti realtà vinicole provenienti da oltre 30 paesi diversi. Già sold out a novembre dello scorso anno, il Vinitaly 2019 ha toccato un traguardo storico per numero di espositori e superficie: sono infatti oltre 130 i nuovi espositori diretti.

Come sempre, tante le novità, a partire dai nuovi saloni Vinitaly Design e Organic Hall, quest’ultimo interamente dedicato al mondo dei vini biologici e dei produttori artigianali, sempre più richiesti dai consumatori. Tra i padiglioni, invece, sempre più innovazione, internazionalizzazione e digitalizzazione. Il tutto per affinare ulteriormente la manifestazione come il più efficace strumento di business per gli operatori del settore vitivinicolo. Come già detto, i numeri sono da record: oltre 18.000 etichette in catalogo a disposizione degli operatori professionali, mentre per i Wine Lovers è stato potenziato e arricchito di nuove iniziative il fuori salone Vinitaly and the City che ha animato le vie del capoluogo scaligero nelle stesse date di aprile. Un Vinitaly sempre più digitalizzato, anche grazie all’utilizzo delle tecnologie più innovative, dalle app dedicate alla directory fino al debutto della geolocalizzazione nei padiglioni. Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola, a cui quest’anno si è affiancata Vinitaly Design che ha proposto prodotti e accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino e all’esperienza sensoriale: dall’oggettistica per la degustazione e il servizio, agli arredi per cantine, enoteche e ristoranti, sino al packaging personalizzato.

Fatta una breve panoramica su questa edizione da record, riporto qui in basso gli assaggi che mi hanno convito di più:

  • Sempremai Sorte Sortirà Cuna 2013 – Podere Santa Felicita. Cantina estremamente interessante del Casentino, splendida vallata in provincia di Arezzo, che ha scommesso sulle potenzialità del Pinot Nero in questa zona e sul recupero di una varietà locale chiamata Abrostine. Deve la sua nascita all’iniziativa dell’enologo e agronomo Federico Staderini, il quale ha intrapreso l’attività di vignaiolo nel 2002 ed è riuscito in pochi anni a far apprezzare i suoi vini anche ai palati più difficili. In questo vino ritroviamo un vitigno perduto e mai sfruttato, Abrostine. Scuro e denso con note porpora, sprigiona forze e terroir. Naso peposo, di ginepro e mirtillo, di mora e di anice, leggermo mentolato, un cardamomo soave e al tempo stesso amaricante. Nota di leggero peperone, humus e sottobosco autunnale, talco e note di torrefazione.
  • Amarone della Valpolicella 2011 – Tenuta Santa Maria Valverde. Uve Corvina 15% e Corvinone 15%; Rondinella 30%; Molinara 30%; Oseleta 10%, tutti coltivati a pergola. Aroma intenso e ricco di sentori di ciliegia, prugne. Ricco di profumi terziari come vaniglia, tabacco, pepe rosa e cioccolato. Al palato possente, elegante, equilibrato con tannini setosi.
  • Ultana Isola dei Nuraghi IGT – Cantina Gianluigi Deaddis. Vitigni Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot. Dopo un anno di affinamento in barrique di rovere francese, nasce Ultana,vino dal colore rosso impenetrabile. Bouquet caratterizzato da note evolute e complesse: prugne e mirtilli, spezie dolci di alloro, pepe bianco, liquirizia e cioccolato.Dal gusto ricco, caldo e morbido, straordinariamente lungo con tannini di rare eleganza. Pregiato imponente equilibrato sviluppa armonia fra vista olfatto e gusto.

L’appuntamento per la 54ª edizione è in programma dal 19 al 22 aprile 2020.

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: