Primo Fuoco 2015 – Fattoria di Sammontana

Dopo qualche anno tenuto ad affinare in cantina, ho voluto assaggiare il Primo Fuoco 2015 – Fattoria di Sammontana. Ci troviamo in Toscana, a Montelupo Fiorentino in provincia di Firenze.

La Fattoria di Sammontana ha circa 15 ettari di vigneti e oltre 3.000 piante di olivo, posti ad un altitudine compresa fra i 70 ed i 150 metri s.l.m. La Fattoria era un tempo di proprietà della famiglia Medici, allora principi di Firenze, che ne fece donazione ai canonici di San Lorenzo, ordine questo posto sotto la diretta protezione della famiglia Medicea. I canonici la elessero a luogo di riposo e di ritiro, ma realizzarono anche delle ampie cantine sotterranee e, nelle adiacenze, eressero una maestosa fornace ad archi sovrapposti, adibita alla produzione di vasellame e materiale vario in terracotta. Nel 1870 l’edificio principale, con l’annessa chiesetta, la fornace, e l’intera azienda agricola, fu acquistata da Michele Dzieduszycki, che dalla Polonia amava trascorrere lunghi periodi di vacanza in Italia. Grazie al nipote Massimo, lo sviluppo dell’azienda agricola è stato sempre più indirizzato ad una specifica produzione vinicola ed olearia di qualità. Oggi, la famiglia, giunta alla sua quarta generazione, gestisce l’azienda con criteri biologici e biodinamici, con l’intento di preservare integralmente le tradizioni ed i segreti enologici di questa terra.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Colore rosso rubino vivace con una unghia violacea. Al naso cuoio, pelle, un sentore di frutta rossa non ancora matura, nitida nota erbacea. Al palato una grande acidità seguita da una bella mineralità. Tannini presenti ma abbastanza integrati, mi sarei aspettato una persistenza maggiore ma resta un prodotto valido e con una sua spiccata personalità.

NOTE TECNICHE
Vitigno: Cabernet Sauvignon
Estensione del vigneto: 0,5 ha.
Tipo d’impianto: Guyot.
Densità media ceppi per ha: 3.500.
Età media dei vigneti: 30-50 anni.
Produzione media per ettaro: 15 hl.
Vendemmia: Raccolta manuale.
Vinificazione: Dopo una prima fermentazione spontanea su lieviti indigeni, questo vino viene messo a “maturare” per circa un anno in grandi anfore di terracotta (500 Lt). Il vino non viene filtrato.
Bottiglie prodotte: 900 bottiglie.

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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