Schulthauser 2016 – St. Michele Appan

Accompagnato da una ottima pasta con baccalà e peperoni cruschi, ho degustato, dopo qualche anno di affinamento in cantina, il Pinot bianco DOC della cantina St. Michele Appan, lo Schulthauser 2016.

Fondata nel 1907 grazie a pochi vignaioli che decisero di unire le forze per migliorare la qualità delle proprie etichette, la cantina cooperativa di San Michele Appiano è oggi una realtà che conta circa trecentocinquanta soci, per una produzione annua che supera i due milioni di bottiglie. Un vero e proprio colosso, riferimento assoluto per tutto il mondo produttivo non solo altoatesino, che non tradisce mai le attese grazie a una gamma dall’affidabilità unica.

Da come si legge sul sito della cantina, Il Pinot Bianco, il più importante vitigno a bacca bianca dell’Alto Adige, è come una “Bella Addormentata” che, poco dopo il risveglio, si è subito proposto come “vino da parata” della regione. Lo Schulthauser, un classico fra i Pinot Bianco dell’Alto Adige, è stato vinificato e imbottigliato la prima volta già nel 1982. Non è un campione chiassoso, piuttosto un Pinot Bianco completo, finemente fruttato e fresco in grado di sedurre il palato sia per la cremosa morbidezza sia per l’acidità di razza.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, cristallino. Al naso nitide espressioni di frutta gialla, fiori bianchi e pera, con una bellissima nota di idrocarburo seguita da un piacevole sentore di canfora che regala una sfumatura balsamica. Al palato cremoso con una gradevole nota di burro e una intensa nota di mandorla che dona una leggera nota retro gustativa amaricante che accompagna il sorso, sul finale un leggero sentore di vaniglia. Intenso, persistente e con una buona acidità, forse troppo invasiva la nota alcolica, cosa che rende il vino non armonico.

NOTE TECNICHE
Vitigno: 100% Pinot Bianco
Terreni: ghiaiosi a contenuto calcareo e presenza di argilla.
Sistema di allevamento: pergola e Guyot
Esposizione: Sud/Est
Altitudine: 540-620 mt. slm
Età delle vigne: da 10 a 40 anni
Resa per ettaro: 60 hl/ha
Vendemmia: inizio ottobre, raccolta e selezione manuali delle uve
Vinificazione: uve raccolte manualmente. La vinificazione prevede che che la quantità maggiore di mosto (75%) è fermentata in tini d‘acciaio, la rimanente in botti di legno con successivo svolgimento della fermentazione malolattica.
Alcol: 14%
Acidità: 5,6 gr/lt 

Pubblicato da Niccolò Marco Mancini

Abruzzese classe ’91. Dottore Agronomo e Forestale formato e abilitato presso l’Università Degli Studi di Firenze. Appassionato del mondo del vino in tutti i suoi aspetti. Collabora con il sito Agraria.org e la rivista TerrAmica per la redazione di articoli divulgativi. Ormai da diversi anni giornalista freelance in eventi, fiere, anteprime, presentazioni e mostre in tutta Italia per raccontare e divulgare notizie e storie inerenti al vino, cantine, aziende e produttori.

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